La Flebologia: una disciplina veramente ambulatoriale

Oggi si da per scontato che andare nello studio di uno specialista (e in particolare dal flebologo) significhi che il medico, in un unico luogo, faccia diagnosi ed eventualmente la terapia del caso. Un tempo le cose non stavano così, dal medico si andava al massimo a farsi fare una ricetta o un’impegnativa, ma poi iniziava un simpatico girotondo di appuntamenti tra uffici, radiologia e tanto altro. Alla fine di tutto questo bisognava recarsi in ospedale o in clinica per farsi fare la terapia.

La Flebologia è stata il mezzo perfetto per rivoluzionare il meccanismo: oggi i flebologi lavorano solo con un’ecocolordoppler in studio (senza di questo non si può più fare una flebologia degna di questo nome) questo , se si hanno le competenze, è sufficiente per fare una diagnosi precisa.

Sul fronte della terapia poi sono state sviluppate procedure che permettono di ovviare alla necessità dell’intervento chirurgico nella quasi totalità dei casi: scleroterapia ecoguidata con schiuma, ablazione termica o chiusura con colla. Tutte queste terapie possono essere effettuate in uno studio medico realizzando la vera ambulatorietà.

La scleroterapia ecoguidata in particolare permette il trattamento di una safena con facilità (attenzione non dico sia “semplice”, c’è bisogno di apprendere la tecnica e di una supervisione).

Ambulatorio è un termine che viene dal latino, sull’enciclopedia viene descritto come “luogo dove si va camminando a farsi curare” ed è proprio questo che fa la flebologia moderna cercando di coniugare efficacia delle cure con quello che gli anglosassoni chiamano Quality of Life, o forse è meglio dire con un termine molto più nostro “rendere la vita più semplice ai pazienti”.

Dr Alessandro Frullini
Presidente onorario AFI – Associazione Flebologica Italiana
dr.afrullini@gmail.com